Tempi di crisi per l’immaginazione maschile

Posted by milanblogger | milano | Friday 30 July 2010 9:53 am

C’è una relazione tra l’economia e la lunghezza della gonna. È definito come “Hemline Index” (indice della lunghezza della gonna) e sostiene che la lunghezza della gonna ha un movimento inverso al movimento delle azioni. Quando le cose vanno bene, le gonne si alzano, mentre i periodi di scarsezza economica , si abbassano. Le vacche magre apparentemente non girano in mini gonna.

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La storia lo dimostra, almeno fino ad oggi. Già nel 2009 si videro nei negozi dei vestiti “maxi” che ci ricordano i vestiti romantici e conservatori degli anni 70, all’epoca di una crisi (nemmeno allora, quando apparvero i vestiti lunghi erano il periodo era dei migliori).

Visto che le cose non vanno meglio nemmeno quest’anno, ci sarà un altro anno di gonne lunghe. Le gonne lunghe del 2010 non si caratterizzano però prestampati allegri nello stile hippie. Stilisti come Yohji Yamamoto, Louis Vuitton, Haider Ackermann, Ann Demeulemeester e Missoni hanno presentato nelle loro ultime sfilate, con un atteggiamento serio gonne attillate di colori scuri con stivali e un’aria grunge.

Sono gonne poco romantiche, piuttosto pratiche, ispirate nei vestiti delle vedove e alla hijab. Come successe negli anni Novanta si tratta di una moda anti-moda una risposta agli anni dell’eccesso e dell’ostentazione. Le parole chiavi sono elegante, cool, sovversivo, serio e soprattutto, cupo, addirittura rispettoso. Se affitti appartamenti a Milano, una delle città più cool del mondo, potrai rendertene conto da solo.

Ovviamente non bisogna essere schiavi della moda. Per me utilizzare gonne di questo tipo non mi sembra molto comodo, perché si possono incastrare nelle porte del metro o nelle ruote della bicicletta. Continuerò a portare la mini gonna, sperando che l’economia migliori.

I piaceri dei tacchi a spillo

Posted by milanblogger | milano | Monday 19 July 2010 10:15 am

Devo riconoscere che ho una debolezza quasi contorta per i tacchi a spillo, anche se è vero che le donne in generale le donne sono fissate in generale con le scarpe. In un certo senso il piacere che mi danno tutti i miei modellini che hanno particolarmente questo o quell’altro tipo di tacco riflette il mio denutrito conto in banca.

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Questo è un mondo pieno d’erotismo nel quale ci sono molti feticci, tra i quali il tacco a spillo è tra quelli che la gente di solito chiama “perversi”. A difesa della mia oscura debolezza, voglio menzionare un punto a favore: ci sono molti uomini che trovano tremendamente eccitante questo piccolo oggetto di culto e un oggetto sessuale per eccellenza, come i piedi nudi.

Forse potrà sembrarvi esotico fare l’amore con un paio di piedi, ma è una situazione reale. . Ci sono uomini che hanno una debolezza nei confronti dei tacchi alti e quest’ ultima è legata ad un profondo amore per i piedi (per qualcun altro inconcepibile). Ci si può eccitare accarezzandoli, baciandoli dolcemente e sentire l’estasi se sono loro, i piedi, ad accarezzare delicatamente il tuo corpo.

Sentire nell’inguine un tacco…togliere le calze di nylon con i denti e lavare dei bellissimi piedi sensuali…leccare le dita fino a provocare singhiozzi preorgasmici…comprare una paio di scarpe con tacchi sensualissimi e provarli prima di iniziare il gioco sessuale….lasciarti calpestare la schiena.

Se queste immagini ti eccitano, sei uno dei tanti amanti dei piedi: sono il tuo feticcio ed il tuo oggetto di culto. Goditi la tua sessualità in armonia con il tuo partner, realizza le tue fantasie erotiche…e perché non affitti appartamenti a Milano, dove potrai comprarti delle scarpe che faranno volare la tua immaginazione.

Assassini nati

Posted by milanblogger | milano | Friday 16 July 2010 10:10 am

In generale si pensa che gli esseri umani possono potenzialmente diventare degli assassini irragionevoli ed assetati di sangue (serial killer, soldati troppo zelanti o bombaroli suicidi, ma c’è sempre l’altro lato della medaglia.

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Nelle scene belliche siamo abituati a vedere immagini di masse di soldati che sparano indiscriminatamente. Curiosamente, solo dal 15 al 20% di nuovi soldati non ha nessuna intenzione di uccidere qualcuno. Il resto spera di non dover sparare o di poter far finta di essere occupato a fare qualcos’altro. I genetisti hanno scoperto qualcosa che accomuna tutte le creature con un DNA: siamo pronti a dare la nostra vita o toglierla per ottenere un bene migliore. Questo vuol dire che siamo geneticamente programmati per avere un forte senso di giustizia. Se crediamo che quello che stiamo facendo è giusto e che beneficia tutto il genere umano, affronteremo la morte per poterlo realizzare, sia la nostra come l’altrui.

É questo tipo di programmazione genetica che porta al fanatismo religioso, al terrorismo che provoca tanti morti e ovviamente anche le esplosioni provocate da credenti suicidi. Non è necessariamente la ricerca della morte e della distruzione quello che motiva queste persone, ma la ricerca del bene, una vita migliore per tutta l’umanità.

C’è poi il meccanismo dell’autodifesa. Difendiamo la vita e la vita dei nostri figli. In alcuni casi difendere i nostri figli è ancora più importante che difendere noi stessi. Questa argomentazione sorse in una corte italiana, durante il processo al padre di un bambino violentato, che aveva brutalmente ucciso la persona sospettata aver commesso il crimine.

La difesa ignorava la nostra predisposizione genetica per la giustizia, ma certamente non l’argomento dell’autodifesa, che utilizzò per un’argomentazione che portava ad una semplice equazione: violentatore uguale minaccia. La minaccia deve essere eliminata. Pura biologia, indipendentemente se l’omicidio fu premeditato. Alla fine la giuria non la bevve, al contrario di migliaia di altri genitori. Fu montata una protesta di massa, con manifestanti che arrivarono da tutta l’Europa, affittando appartamenti a Milano per tutta la durata della protesta, e ottenendo alla fine la liberazione dell’accusato.

Scissor Sisters a Milano

Posted by milanblogger | milano | Monday 12 July 2010 10:49 am

L’estate prossima il gruppo newyorchese Scissor Sisters farà un tour in Europa per promuovere il loro nuovo disco “Night Work” e per condividere con i fan il loro divertente stile camp. Il 21 luglio suoneranno a Castello di Vigevano, nelle vicinanze di Milano. Questo sarà il loro ultimo concerto in Europa prima di intraprendere il tour per l’Australia ed il Giappone. Come tutto quello che fanno, il concerto sarà sicuramente un avvenimento ricco di momenti drammatici e spettacolari e soprattutto di ritmi che ti faranno ballare fino all’alba.

Scissor Sisters Milano

Il gruppo nacque nel 2000 a New York. La loro storia è fatta di molti riferimenti alla vivace vita culturale e politica della loro città natale. Due dei componenti del gruppo Jake Shears e Babydaddy conobbero Ana Matronic in una notte di Halloween, mentre lei era vestita come “chi viene respinto nella fila della fabbrica di Andy Warhol”, mentre Shears era travestito da “aborto illegale mal fatto”. I

ll nome del gruppo deriva dal gergo inglese “scissoring” (“fare le forbici”, una pratica sessuale molto popolare tra le lesbiche, che si basa sullo sfregamento) e fa riferimento alla cultura LGTB. Il gruppo ha molti fan omosessuali, ma non per questo è considerato come un “gruppo gay”, dato che la musica è priva d’orientazione sessuale. Gli Scissor Sisters fanno un tipo di musica capace di stimolare la voglia di ballare, ma anche di ridere e di piangere. Con il loro primo disco scalarono le classifiche e in Gran Bretagna arrivarono al numero.

Il loro grande eroe (con il quale sono anche riusciti a collaborare) è Elton John, ma tra gli artisti che hanno influito sulla loro musica annoverano anche gli ABBA, i Pink Floyd, i Duran Duran, Supertramp, Siouxsie, Banshees e David Bowie. Goditi il loro show a pochi chilometri da Milano, nella magica ambientazioe del Castello di Vigevano. La loro musica ti farà sicuramente ballare tutta la notte. Per riposarti non c’è niente di meglio che appartamenti a Milano. Prenota oggi stesso!

L’arte di Zhang Huang

Posted by milanblogger | milano | Thursday 1 July 2010 10:16 am

L’artista cinese Zhang Huan, è una specie di fachiro contemporaneo. Il suo mezzo d’espressione è il corpo e la sua tecnica la è la performance. La cosa interessante di Huan è la sua attitudine stoica che ha nei confronti del suo corpo dal quale si serve come strumento creativo. Per lui il corpo umano è solo la prova della nostra identità, ma che è anche una specie di linguaggio.

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Una delle sue performance più memorabili si tenne a Pechino nel 1994, quando seduto su un WC pubblico in una delle parti più umili della città con pessime condizioni igieniche, coprì tutto il suo corpo con olio e miele. In pochi minuti il suo corpo si ricoprì d’insetti d’ogni tipo attirati dall’odore dolce della sostanza. Imperturbabile, Huan continuò con la propria performance e senza batter ciglio riuscì a sopportare il solletico e il dolore provocatogli dagli animali che innondarono il suo corpo.

Come i fachiri, Huan ha sviluppato la capacità di “assentarsi” dal corpo e dalle limitazioni che quest’ultimo presuppone. È questo il modo di conoscere la sua arte: attraverso il corpo dell’artista sentiamo e ci addentriamo nella sua performance, il suo lavoro artistico. Con quest’ultima vuole richiamare l’attenzione su temi socioculturali come la globalizzazione, l’alienazione e la perdita della spiritualità in una cultura sempre più occidentalizzata. Nel 1999 emigrò negli Stati Uniti, e si confrontò ad una cultura pluralista che però ha adottato, in modo superficiale- tutta una serie di stili di vita esotici, come lo yoga o il tai chi. Huang vuole concentrarsi su questa diluizione della cultura che è diventata triviale come se si trattasse di una moda passeggera.

Adesso il Palazzo Reale di Milano ospita questo interessante artista cinese con la mostra “Ashman” che inaugurerà in luglio e durerà fino al settembre del 2010. Non perderti quest’esperienza ed affitta Appartamenti a Milano.