Henry Rollins a Milano

Posted by milanblogger | milano | Friday 3 February 2012 9:47 am

Attore, musicista, scrittore, umorista, attivista, compositore, conduttore di programmi telvisivi (tra cui un suo programma) e radiofonici, proprietario e creatore di un suo marchio discografico, commerciante, etc. Anche se può sembrare una bugia credo che a questa lista manchino alcune delle cose che  ha fatto quest’uomo, l’unico uomo con il quale mi sarei sposato ad occhi chiusi: Henry Rollins.

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Il fatto è che semplicemente ci sono persone inquiete ed altre che non  lo sono ed Henry Rollins è tra le più inquiete, con un grande talento, immaginazione e creatività, oltre ad avere una tremenda personalità. La sua carriera ha inizio nel 1980, come cantante della band “State of Alert”, esperienza che durò solo un anno e dopo la quale si unì alla leggendaria band punk rock “Black Flag”, tappa rockettara e sofferta per il giovane Rollins visto che dovette dormire per mesi in un camioncino e ricevere sputi e colpi dagli impazziti fans del gruppo, un comportamento normale  tra gli ammiratori del genere punk. Dopo 5 anni con i Black Flags  Rollins era cresciuto enormemente e decise così di formare una sua band,  “Rollind band”, con la quale ebbe un discreto successo, soprattutto con il disco “Weight”.

Con la Rollins band fece due formazioni e vari dischi, l’ultimo nel 2002, dopodichè  la band si sciolse e Rollins si dedicò al suo progetto “Spoken Word”. Come solista, a parte la Rollins Band, fece due dischi abbastanza interessanti, con una linea hard rock jazzistica, sempre con parole intelligenti, poetiche e critiche. Nel concerto che darà il prossimo 15 febbraio al club Alcatraz di Milano ci sarà un pò di tutto, la sua musica solista, qualcosa della Rollins band, certamente qualcosa di umoristico e tanto dialogo con il pubblico. Se sei a Milano non te lo puoi perdere.

Per maggiori informazioni vista: http://www.lastfm.es/event/2039910+Henry+Rollins+at+Alcatraz+on+15+February+2012

 

 

 

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Un artista completissimo, come pochi, in una città seducente, come poche. Affitta appartamenti a Milano e assicurati un ingresso per questo stupendo spettacolo.

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Festival del Fumetto di Milano

Posted by milanblogger | milano | Thursday 2 February 2012 9:41 am

Il mondo dei fumetti si da appuntamento a Milano il 4 e 5 febbraio, durante il Festival del Fumetto, che avrà luogo nel Parco Esposizioni (Novegro).

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I fumetti e i giochi saranno esposti in uno splendido locale, dove i curiosi e gli appassionati del mondo del Fantasy potranno approfittare di una serie di iniziative progettate ad hoc.

Il festival è suddiviso in diverse aree tematiche, tra le quali spicca uno “spazio fumetto”, che conterà sulla partecipazione di autori provenienti da tutta Italia. Sarà un’occasione unica per il pubblico di incontrare i propri eroi e ammirare il loro lavoro. Ci sarà inoltre la possibilità di ammirare e comprare album preziosi e rari, collezionabili vari, edizioni speciali e nuove pubblicazioni.

Nell’area dedicata ai giochi si daranno appuntamento i fan dei giochi online e dei tornei di videogame, che potranno usufruire dei numerosi PC, console e simulatori. Questa zona, senza dubbio, permetterà al pubblico di confrontarsi per tutto il fine settimana in molti tornei, giochi, presentazioni, giochi di ruolo, giochi di carte, e altro. Un’ampia zona dedicata ai giochi tradizionali e intelligenti sarà a disposizione dei visitatori, con giochi da tavolo, carte, scacchiere e miniature. Ci sarà inoltre la possibilità di mettersi in contatto con differenti associazioni e club riguardanti il mondo ludico in generale. Ci sarà molto da guardare e scegliere!

Non mancherà di certo il Cosplay, concorso dedicato all’universo dei fumetti, con premi per i vincitori: Concorso di Cosplay, Cosplay, Miss Cosplay Battle Royale, etc. Un mondo di giochi ed intrattenimento senza eguali. I premi saranno consegnati al miglior costume, maschile e femminile, alla migliore interpretazione e alla coppia che meglio interpreta i propri eroi, tutto in accordo con le regole del classico concorso che ha luogo durante il festival del fumetto. Non perdetevi, inoltre, l’esposizione dei Gadget, che vi darà occasione di comprare regali agli amici, tutti con l’immagine o il logo del beniamino di turno, ordinati direttamente dal Giappone e dagli Stati Uniti.

L’evento più importante di questo festival è, senza dubbio, la convention nazionale degli appassionati di Harry Potter: Il Potteraduno. In un salone di 12.000 metri quadrati, gli amanti del famoso maghetto Inglese avranno la possibilità di rivivere tutti i momenti salienti di questa saga di grande successo. I visitatori saranno accolti da una scenografia simile a quella di Diagon Alley e Nocturn Alley, mentre nel negozio di Ollivander di potranno acquistare quantitativi industriali di articoli magici. Tutti i momenti più emozionanti della seria saranno riprodotti dal vivo, come le lezioni di magia, che si terrano nel castello del professor Piton. Tutti gli ingredienti saranno presenti: le civette portalettere, la Torre di Astronomia, le pozioni magiche e, per finire in bellezza, il torneo per i più dotati nel campo del Quidditch.

Un servizio di trasporto gratuito (shuttle) sarà garantito dall’organizzazione. Le fermate si possono trovare da Piazza Monte Titano (stazione di Lambrate) fino al Parco Esposizioni Novegro. Per gli orari precisi visitate il sito dell’evento.

Sito ufficiale: http://festivaldelfumetto.com

 

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Se non volete mancare all’appuntamento con il mondo della fantasia, progettate per tempo un fine settimana nella capitale della Lombardia. Per far ciò, vi consigliamo di affittare uno degli appartamenti a Milano Vi auguriamo di trascorrere due giorni di puro divertimento.

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Da Bacon ai Beatles in Milano

Posted by milanblogger | milano | Wednesday 1 February 2012 9:44 am

Tra gli anni ’50 e ’60 l’Europa fu lo scenario di un’intensa rivoluzione sonora ed estetica. Oltre alle sperimentazioni musicali e alla nascita di numerose stelle del rock, si sviluppava parallelamente un’incredibile produzione visuale, fondata sulla ricerca del nuovo, del proibito, della provocazione, del superamento di antichi canoni considerati obsoleti, a favore di un’arte plastica, dove l’estetica e il bello iniziano a prendere strade distinte. Così, mentre i Beatles componevano le future pietre miliari del rock Francis Bacon associava nei suoi quadri la dimensione umana con la mostruosità, l’atrocità e la sofferenza.

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La mostra “Da Bacon ai Beatles: nuove immagini nell’Europa degli anni del rock”, che si terrà nel Museo della Permanente, propone un percorso tra creazione sonora e visuale, presentando un’ottima selezione di opere da osservare con l’ausilio di auricolari, ascoltando i migliori successi musicali della stessa epoca. Il format della mostra è molto interessante e continua una linea curatoriale che va ottenendo sempre più successi nelle arti visuali: l’associazione alla musica o l’infiltrazione sonora nella contemplazione visuale, nell’intenzione di offrire un’esperienza ancora più sensoriale (secondo quanto afferma la curatrice Chiara Gatti). In questo modo, osservando molto da vicino lo sviluppo simultaneo della rivoluzione sonora ed estetica, è possibile riconoscere le influenze mutue e capire fino a che punto il nuovo modo di guardare ha influenzato la creazione sonora e come a sua volta il modo di ascoltare musica ha trasformato il modo di vedere e processare il visuale.

La mostra include anche Peter Blake e Richard Hamilton, nonché esponenti del movimento artistico italiano denominato “arte povera”, come Alberto Giacometti, Mimmo Rotella, Giuseppe Guerreschi e Mario Schifano; e ancora il nordamericano William Utermolhen, il tedesco Horst Antes e i francesi Jean Dubuffet e Cesàr. La “colonna sonora” è composta dai Beatles, Pink Floyd, Elvis, Jimi Hendrix, Joan Baez, Jim Morrison e Mick Jagger. È interessante notare che i dipinti (nella maggior parte di formato grande) e le sculture sono illuminate come se si trattasse di musicisti su uno scenario, per ricostruire ed evocare l’atmosfera di quel periodo di profondi cambiamenti sociali, politici ed economici, dalla guerra in Vietnam a Woodstock.

La mostra si terrà presso il Museo della Permanente, in Via Turati 34, fino al 12 febbraio. Il biglietto costa 6 euro e gli orari d’apertura vanno dal martedì al venerdì, dalle 10:00 alle 13:00 e dalle 14:30 alle 18:30; sabato e domenica e i giorni festivi dalle 10:00 alle 18:30 (giorno di chiusura: lunedì). Per ulteriori informazioni: http://www.lapermanente.it/eventi/bacon.aspx.

 

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Consigliamo di prendere in affitto appartamenti a Milano in corrispondenza di queste date, al fine di poter visitare una delle mostre più interessanti dell’anno.

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Excelsior a Milano

Posted by milanblogger | milano | Wednesday 18 January 2012 9:26 am

Dal prossimo 20 gennaio fino al 10 febbario potremo godere dello spettacolo  “Excelsior” presso il  Teatro La Scala di Milano. “Excelsior” torna nuovamente nella capitale lombarda per inaugurare la stagione di balletto.

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Nel 1881 il tendone si aprì per la prima volta su questa singolare composizione coreografica, storica ed allegorica.  L’opera è divisa in sei atti, composti da undici scene. E’ una celebrazione del trionfo della luce e della civilizzazione sull’oscurantismo. Vengono ricordate le grandi imprese dell’umanità e progressi tecnologici importanti per l’epoca come il telegrafo, la batteria, la macchina a vapore o il Canale di Suez. “Excelsior” ebbe un successo travolgente al suo debutto,  godendo di oltre 100 date nella sua prima stagione in Italia e di un grande tour internazionale , durante il quale ottenne una grande approvazione per l’utilizzo del simbolismo, che incarnava lo spirito dell’epoca.

La produzione attuale è datata 1974 ed è una versione alleggerita sia per quanto riguarda la scenografia, che la musica e i  ballerini. Quella originale infatti  utlilizzava più di 500 extra. Nonostante ciò non va perduto  nemmeno un briciolo della creatività e del sapore nostalgico dello spirito della danza classica italiana. La figura principale di  “Excelsior” sarà il famoso ballerino Roberto Bolle, stella de La Scala di Milano. Bolle ha fatto parte delle compagnie di danza più prestigiose del mondo: Royal Ballet di Londra, Balletto Nazionale del Canada, Balletto di Stoccolma, Tokio e New York dove nel 2003 fu nominato primo ballerino dell’American Ballet Theatre. Lo show conta anche sulla partecipazione speciale della ballerina russa Alina Somova i giorni 20, 22 e 25 di gennaio. Alina fu scelta dal Mariinsky Theatre nel 2003 e viene dalla prestigiosa Accademia Vaganova  di balletto russo.

Il Teatro La Scala di Milano nel suo genere è uno degli scenari più importanti del mondo. L’edificio che lo ospita attualmente  è del 1778, prima si trovava  presso il Teatro Ducale, divorato dalle fiamme nell’incendo del 1776 . Il nuovo teatro inaugurò con l’opera “L’Europa riconosciuta” di Salieri. La prima ristrutturazione della  facciata è datata 1907, facciata che in seguito dovette essere nuovamente sistemata a causa dei danneggiamenti sofferti nel corso dei bombardamenti della Seconda Guerra Mondiale. Per alcuni anni questo magnifico spazio ebbe anche la funzione di casinò, come si usava nel  XIX secolo. I biglietti per poter assistere a questo meraviglioso spettacolo possono già essere acquistati in rete su vari siti di vendita di tickets online, tra i quali: http://www.viagogo.es/Milano/Teatro-alla-Scala-Entradas/_V-1381/Excelsior-Ballet-Entradas

Il prezzo dei posti va dai 99 ai 125 euro. Non lasciar passare troppo tempo perchè la grande aspettativa  creata da “Excelsior” ha fatto si che in alcune serate i posti siano già tutti  esauriti.

Fernando Paterna

Affittare appartamenti a Milano è la soluzione migliore per vistare la città e conoscerne tutte le meraviglie. La gastronomia lombarda, i costumi e gli edifici storici sono solo alcune delle attrazioni che questa grande città ha in serbo per te. Non dimenticare poi di andare per negozi nelle sue grandi strade e di visitare le sue caffetterie.

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Gli Spin Doctors a Milano

Posted by milanblogger | milano | Friday 13 January 2012 9:18 am

Con l’arrivo degli anni Novanta, il mondo è cambiato ancora una volta. I Nirvana hanno segnato l’inizio e la fine del nuovo problema. Migliaia di band in tutto il mondo combattevano per il titolo di nuovi Nirvana. L’industria discografica lo sapeva, e non fece nient’altro che sforzarsi di contrattare qualsiasi nuovo progetto ¨alternativo¨che comparisse sulla scena. Le case discografiche fecero così parecchio denaro. Alcuni gruppi sono sopravvissuti, altre sono caduti nell’oblio più profondo. Forse quello è stato l’ultimo periodo in cui la radio ha aperto le sue porte al rock alternativo. Oggi come oggi, Justin Bieber, Lady Gaga, Kate Perry e Jessie J. con il suo “Price Tag” dominano il mondo.

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Tra le numerose band uscite all’inizio degli anni Novanta, gli Spin Doctors sono stati una delle più amate e ricordate, e fino ad oggi hanno continuato ad emozionare con canzoni come “Little Miss Can’t Be Wrong” e “Two Princes”. Questo gruppo iniziò a suonare nei fine settimana degli anni Ottanta nella ancora vertiginosa New York. La formazione originale nacque esattamente nel 1989, e dopo aver firmato per l’etichetta Epic Records lanciarono l’album di debutto “Up for Grabs… Live”, inciso live a Manhattan.

All’inizio, sebbene nessuno ci creda, gli Spin Doctors erano quasi una ¨jam band¨, che saliva sul palco con un’ispirazione molto hippie e psichedelica, nel miglior stile Manhattan. I loro accordi melodici e l’andamento allegro dei loro pezzi facevano ballare tutti gli assistenti alle loro lunghe ed intense jam. Alcune di queste improvvisazioni si trovano in rete in vari “bootlegs” e compilation di rarità.

Il successo arrivò con l’edizione di “Pocket Full of Kryptonite” dell’estate del 1991, il loro disco d’esordio è probabilmente il più ricordato dalle classifiche inglesi di singoli, oltre alla classica “Jimmy Olsen’s Blues”. In questa prima produzione è chiarissima l’ossessione per Superman e per l’immensa Metropoli che viene difesa dal male. Nei due anni dopo l’uscita del disco ricevettero un disco di platino per le vendite, si esibirono due volte nel Saturday Night Live, e furono presenza fissa nelle trasmissioni radio del tempo.

La storia successiva degli Spin Doctors è quella di una qualsiasi band con un debutto di successo: un secondo disco di successo però non così tanto, e gli alti e bassi tipici del Rock N Roll. Nell’agosto 2011 hanno compiuto 20 anni dall’uscita del primo disco “Pocket Full of Kryptonite”, e i ragazzi sono tornati sulla pista con le loro sonorità allegre e rock. L’appuntamento è a Milano il 29 gennaio nel Bloom Club. Per maggiori informazioni sugli Spin Doctors visita il loro sito web ufficiale cilccando qui: http://www.spindoctors.com/

 

 

 

 

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Trova appartamenti a Milano e goditi la musica e l’allegria degli Spin Doctors, una delle band più emblematiche degli anni Novanta. Milano e la sua eclettica scena musicale saranno a portata di mano.

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Milan vs Inter, il classico lombardo

Posted by milanblogger | milano | Monday 9 January 2012 9:31 am

Se ti piace il calcio italiano è il tuo momento. Il 15 gennaio hai un appuntamento immancabile con due eterne rivali. Le due squadre della città di Milano tornano infatti ad incontrarsi nella partita di calcio più importante d’Italia. Rossoneri e interisti sono rivali dai tempi della fondazione di entrambi i club.

milan vs inter

I cittadini di Milano sono divisi in tifosi dell’Inter e del Milan. In quest’occasione la città può ostentare con orgoglio il privilegio di essere l’unica ad avere due squadre campionesse della massima sfida continentale, la Champions League, antica Coppa d’Europa.

Le due squadre condividono lo stadio Giuseppe Meazza, anche noto come San Siro perchè si trova nell’omonimo quartiere della città, che ha una capacità di 80.000 spettatori. Qui si sono disputati due mondiali e tre finali  della coppa dei campioni. Le due squadre si alternano nell’utilizzo del campo e ogni settimana una delle due gioca la sua partita di campionato.

L’origine di questa rivalità viene da lontano. Inizialmente il Milan Cricket and Football Club (nome originale dell’attuale AC Milan) era l’unico club della città ma nel 1908 nacque una polemica sulla convenienza della partecipazione di giocatori stranieri nella squadra. Furono 43 i dirigenti e soci del club che decisero di staccarsi dall’ AC Milan e fondare una nuova squadra, l’ Internazionale FC.

A seguito di questa divisione  il club rosso nero fu ben presto considerato il club della classe medio bassa della città, di sindacalisti e lavoratori principalmente. Dall’altro lato l’Inter era considerato il club dei signori e dei ricchi, ma questo oggigiorno è stato dimenticato.

L’ Inter FC attualemente conta su 18 scudetti, 5 Coppa Italia, 2 Super coppe d’Europa, 7 Champions League, 2 coppe intercontinentali e 1 mondiale per club.

Il Milan a sua volta ha vinto 18 scudetti, 5 Coppe Italia, 2 Super coppe d’Europa, 7 Champions League, 3 coppe intercontinentali e 1 mondiale per clubs.

Sono due dei clubs più grandi del mondo del calcio, si sono affronati in più di 200 occasioni  e la statistica presenta dati molto equilibrati per quanto riguarda la loro battaglia privata.

Quanto a tifosi l’Inter è il secondo club più popolare d’Italia dopo la Juventus di Torino, il Milan occupa il terzo posto. Nei giorni che precedono la partita l’atmosfera in città è decisamente molto accesa,  i tifosi sfoggiano orgogliosamente i loro colori e le bandiere sventolano sulle facciate delle case.

Le due squadre arriveranno alla partita in situazioni molto diverse, l’Inter sta avendo un inizio di stagione irregolare  mentre il Milan si presenta come un serio pretendente al titolo. Lo spettacolo che ci attende nel Giuseppe Meazza sarà decisamente intenso, emozionante e vibrante, no te lo puoi perdere. Puoi già comprare le entrate per la partita sulle principali pagine web di eventi sportivi.

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Milano è la seconda città più importante d’Italia, uno dei centri commerciali e finanziari più importanti del mondo. La quarta città più importante d’Europa economicamente parlando e una capitale della moda. Affittare appartamenti a Milano è una soluzione semplice, comoda ed economica per visitare la città.

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Andrea Pazienza a Milano

Posted by milanblogger | milano | Tuesday 3 January 2012 9:03 am

Si tratta di un personaggio controverso del panorama artistico italiano, probabilmente uno dei fumettisti migliori di tutti i tempi. Il suo nome è Andrea Pazienza e la sua vita è stata molto breve (32 anni) ma incredibilmente intensa, non solo per gli eventi che la animarono, ma soprattutto per il suo modo di vivere la vita: totalizzante, assoluto, estremo. Andrea Pazienza si definì spesso “il miglior fumettista vivente”, un’affermazione che risultava un po’ petulante, soprattutto se non si conosce la sua opera. Dopo però aver aperto uno qualsiasi dei suoi fumetti ci si rende conto che il livello dei suoi disegni permette di affermare senza alcun dubbio che la forza dei colori utilizzati e l’incredibile abilità del suo tratto permettono di creare storie che – letteralmente – vengono fuori dalle pagine per rimanere nella nostra testa tutto il giorno.

andrea pazienza milano

Andrea Pazienza nacque a San Benedetto del Tronto il 23 maggio 1956. Suo padre, professore di educazione artistica, gli trasmise da piccolo il suo amore per l’arte, insegnandoli a osservare. Sin da molto giovane, Pazienza mostrò tratti di genialità, realizzando scenografie per alcuni spettacoli del Teatro Verdi di San Severo e, a partire dal 1973, mostre individuali e collettive. Raggiunge un grandissimo successo grazie al primo fumetto pubblicato, “Le straordinarie avventure di Pentothal”, storia ispirata agli anni trascorsi presso l’università di Bologna, dove frequentava il DAMS (Discipline di Arte, Musica e Spettacolo), che abbandonò quando gli mancavano soli due esami per la laurea. Si dedicò anche alla pittura, altra arte che sviluppò da molto giovane, creando un quadro emblematico, che rappresentava il suo suicidio, quando aveva soli 15 anni. Nel 1984 si rivela pubblicamente il lato più oscuro della sua produzione artistica: il suo legame con l’eroina e la dipendenza dalle droghe. Furono queste a condurlo alla morte: il 16 giugno 1988, nella sua casa di Montepulciano, in Toscana, Andrea Pazienza morì per un’overdose di eroina. Non fu mai chiaro se si trattò di suicidio o di una dosa eccessiva assunta senza intenzione di farla finita.

In ogni modo Pazienza lascia un’eredità incomparabile nel mondo del fumetto italiano. La mostra “Pazienza un corno!”, organizzata dalla Galleria Ca’ di Fra’ in collaborazione con la Little Nemo Art Gallery di Torino, intende riunire una serie di opere molto significative dell’artista. Tutto il mese di gennaio sarà possibile visitare lo spazio situato in Via Carlo Farini 2 (Milano). L’orario di apertura della sala è dalle 10 alle 13 e dalle 15:00 alle 19:00, dal lunedì al sabato, fino al 28 gennaio 2012 (chiuso per ferie dal giorno di Natale fino al 9 gennaio). Per ulteriori informazioni: http://sbamcomics.it/eventi/eventi-pazienza-un-corno-alla-ca-di-fra.

 

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Non perdete quindi la possibilità di conoscere più da vicino questo artista. Per far ciò vi raccomandiamo di prendere in affitto appartamenti a Milano e di andare subito a visitare questa mostra sull’arte del fumetto e su uno dei suoi più celebri rappresentanti.

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La Transvanguardia Italiana a Milano

Posted by milanblogger | milano | Wednesday 21 December 2011 9:30 am

I movimenti d’avanguardia sono fondamentali per aprire nuove porte all’arte. Quando si parla di avanguardia ci si riferisce a uno stato d’animo o a un conglomerato d’individui con una prospettiva comune, che a volte si riuniscono per conicidenza e altre volte si organizzano in modo sistematico con il fine di affrontare alcune questioni artistiche e far compiere un passo avanti alla rappresentazione artistica. Ciò che è certo è che le avanguardie artistiche non hanno un punto d’arrivo o di partenza unico. Si manifestano sempre come casi singoli isolati della stessa sensibilità estetica che si realizzano in diverse parti del mondo.

transvanguardia italiana milano

Il problema delle categorie dell’arte contemporanea a volte consiste nel fatto che vengono lasciati da parte i partecipanti simbolici importanti di un certo stile o di una certa proposta. È compito dei curatori, dei musei o delle gallerie, riscrivere la storia di questi personaggi, prima non analizzati con la dovuta chiarezza, o che non arrivano ad ottenere lo stesso riconoscimento.

La marginalità nell’arte è un’altra caratteristica dell’avanguardia. L’essere contro lo “status quo” dell’arte rappresenta indiubbiamente un rischio che ogni artista serio deve tenere in conto. A volte ci si dimentica di questo sacrificio degli artisti avanguardisti. Al giorno d’oggi essere un’artista d’avanguardia è un’operazione assolutamente automatica; la grande diffusione delle arti concettuali a tutti i livelli della comunicazione e di dibattito politico colloca l’arte contemporanea attuale in uno stato di disillusione, per non usare il termine crisi che adesso va così di moda. È difficile, quindi, credere che le avanguardie siano scomparse, che la problematica dell’arte contemporanea arrivi agli ambienti accademici così facilmente e che in essi si riunisca il (no necessariamente) meglio di ciò che si sta producendo.

La Transvanguardia Italiana fu un movimento della metà degli anni Ottanta nato in risposta all’auge dell’Arte Povera, anch’essa di origine italiana. La sua proposta era completamente anti-concettuale, e si interessava all’uso del colore ispirandosi in parte alla pittura espressionista. Tra i suoi esponenti troviamo Nicola de Maria, Mimmo Paladino e Francesco Clemente, per citarne solo alcuni. Il transvanguardismo rappresentò un ritorno alla soggettività e alla sensualità nella pittura, a partire da un metodo espressivo classico. Questi artisti ricorrevano alla narrazione visiva classica dei vari miti dell’antichità e toccavano temi che sfioravano l’eroico, con uno stile così particolare che le loro opere si situano in uno stato di sospensione temporale: senza stabilizzarsi in modo preciso nel concettuale, le ispirazioni provenienti dalle varie epoche vengono espresse con una gamma di colori intensi.

Se vuoi saperne di più sul lavoro di questi ribelli che andavano contro i ribelli di moda a quel tempo, visita il Palazzo Reale di Milano, e goditi questa mostra favolosa che resterà aperta fino a marzo del 2012. Per maggiori informazioni entra in questo sito web: http://www.mostratransavanguardia.it/

 

 

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Trova appartamenti a Milano e scopri il meglio dell’arte contemporanea attuale e del secolo scorso. Questa città ti aspetta con la sua lunga tradizione di gallerie e di musei.

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Artemisia Gentileschi a Milano

Posted by milanblogger | milano | Tuesday 20 December 2011 9:19 am

Il Palazzo Reale di Milano ha ospitato al suo interno migliaia di opere d’arte e centinaia di esposizioni culturali provenienti da tutto il mondo. Negli ultimi mesi del 2011 ospiterà la mostra intitolata “Artemisia Gentileschi, storia di una passione”, che già dal titolo lascia sottintendere che vuole proporci molto più che opere pittoriche, intende lasciar trasparire i sentimenti dell’artista, primo tra tutti l’amore.

artemisia <b>gentileschi</b> millano

Artemisia Gentileschi, artista italiana del secolo XVII, nacque a Roma nel 1593 e sin da piccola amava ammirare il padre al lavoro, Orazio Gentileschi, altro grande pittore toscano, responsabile dell’inserimento della figlia nel mondo dell’arte, della pittura e del disegno. I tratti distintivi dei lavori della giovane artista furono la grande accentuazione drammatica e la prolissità dei dettagli in tutti i suoi disegni, caratteristica ereditata dal padre.

A quei tempi però era concesso difficilmente alle donne di diventare delle personalità in ambito sociale e culturale, e per questo motivo ci vollero più di tre secoli affinché le opere di Artemisia Gentileschi venissero apprezzate, prima a livello nazionale e poi internazionale. Al giorno d’oggi tutti i quadri sono famosi e migliaia di studenti di belle arti analizzano ogni dettaglio del suo particolare tratto pittorico.

Negli anni ’90 si sono realizzate mostre d’arte intitolate ai “Gentileschi”, con opere di padre e figlia, a New York, Roma, St. Louis e altre località. Questo determinò la crescita della fama di Artemisia, anche se relegata ancora in secondo piano, fino a quando gli artisti contemporanei non dovettero ammettere la grandezza del talento della donna, i cui tratti pittorici sono altrettanto validi come quelli del padre e il cui stile pittorico è valido, originale e, soprattutto, straordinariamente carico di un valore personale.

I temi dei quadri di Artemisia sono svariati e vanno dall’amore al sesso. Per molto tempo la accusarono di femminismo, in quanto si poneva come degna rappresentante del genere. In realtà, a quanto ne dicono gli studiosi, la donna dipingeva per puro piacere, non cercava niente in cambio e mai si immaginò che la sua opera potesse diffondersi in tutto il mondo.

La cosa più interessante di questa mostra che si terrà a Palazzo Reale a Milano è che vi saranno esposte 40 opere, divise in quattro fasi che rappresentano la cronologia della vita dell’artista.

  1. Gli esordi della sua carriera nella Opera di Roma, l’influenza del padre nella vita dell’artista
  2. Gli anni a Firenze
  3. Venti anni a Roma, durante i quali il padre fu rifugiato. Qui si nota ancora l’importanza della figura paterna per la personalità dell’artista.
  4. I quasi 25 anni di attività nell’area napoletana: opere pubbliche e riconoscimenti sempre crescenti per il suo lavoro.

La mostra sarà aperta al pubblico da settembre 2011 al giorno 29 gennaio 2012. Gli orari del Palazzo Reale (e di questa mostra in particolare) sono: lunedì dalle 14:30 alle 19:30; martedì, mercoledì, venerdì e domenica dalle 9:30 alle 19:30; giovedì e sabato dalle 9:30 alle 22:30. Non vi sono scuse per non visitare questo museo che è già in sé un’opera d’arte.

Per maggiori informazioni: http://www.mostrartemisia.it/

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Se prendete in affitto appartamenti a Milano sarà facile raggiungere le principali attrazioni della città e visitare tutti i musei, i ristoranti e i monumenti che desiderate conoscere. Assistere a questa mostra è una tappa quasi obbligatorie per il turista in visita in questa grande città italiana.

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Farhan Siki a Milano

Posted by milanblogger | milano | Monday 12 December 2011 9:25 am

Lo hanno definito  “Il Banksy asiatico” per la forza dei suoi messaggi e per la qualità formale delle sue opere. Si è fatto conoscere nel mondo della Street Art, questo mondo  inizialmente in opposizione alle gallerie d’arte e che proponeva idee molto precise e posizioni  ribelli, creando un’arte “effimera” che non poteva essere venduta, comprata o posseduta, ma che apparteneva solo alla città, un modo anche  di dare alle sue pareti grige  una vita artistica propria, un messaggio per la società nel suo insieme.

farhan <b>siki</b> milan

Senza dubbio negli ultimi decenni (probabilmente ad iniziare dal grande artista Basquiat e arrivando finalmente a Bansky, oggi fenomeno mediatico) il mondo della Street Art si è avvicinato sempre di più al circuito convenzionale delle mostre e della vendita di opere, e gli stessi artisti, che prima avevano come tela la metropoli, si  dedicano ora  a realizzare versioni un pò diverse delle loro opere, su supporti che possono essere trasportati, esibiti e, alla fine, venduti.

Questo può essere considerato un tradimento? Alcuni sostengono di si. Altri, più prudenti, affermano che le gallerie mettono a disposizione uno spazio affinchè l’opera socialmente compromessa di questi artisti si inserisca con il suo messaggio e la sua provocazione direttamente dentro il circolo tradizionale di compra- vendita delle opere.

Ma non ci sono dubbi: questo stesso messaggio , esposto sulle pareti asettiche degli spazi espositivi, perde tutta la sua forza. Proprio per questo  vale la pena vedere almeno una mostra di questo genere: per farsi un’idea di quello che significa muovere un messaggio da un supporto ad un altro, e per vedere in che modo (a volte radicale) il suo significato cambia.

Farhan Siki è un giovane artista indonesiano che non aveva mai fatto una mostra personale in Europa. Il suo momento è arrivato quando la Primo Marella Gallery di Milano ha deciso di dargli quest’occasione concedendogli i suoi spazi fino al prossimo 28 gennaio 2012. Nella mostra, che inaugurerà il 14 dicembre alle 19, verranno presentate  15 grandi opere, tutte indedite.

L’opera di Farhan Siki presenta i suoi messaggi in modo ironico ed audace, anche esplorando in profondità elementi testuali. Di fatto spesso utilizza loghi, simboli e icone della cultura di massa locale e globale, disponendoli sulle sue tele (da poco sulle pareti) caricandoli di significati  iperbolici e paradossali. E’ un linguaggio che, in un certo modo, si avvicina al mondo della pubblicità e della comunicazione, e attraverso il quale l’artista presenta le ironiche e amare contraddizioni della vita contemporanea.

Un pò paradossalmente i suoi attacchi polemici sono diretti anche al mondo dell’arte e  alla deriva di alcuni artisti dello “star system” (senza dubbio fa riferimento a personaggi come Damien Hirst- con il suo teschio di diamanti venduto per 74 milioni di dollari)

 

 

 

 

 

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Allora, se vi interessa riflettere sul significato della critica mossa alla Street Art attuale vi raccomandiamo di non perdere l’occasione di vedere questa mostra. Potete affittare appartamenti a Milano e dedicare qualche giorno all’arte e alla cultura direttamente nella capitale del “fashion” in Italia.

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