L’Universo di Francesca Woodman in mostra al Palazzo della Ragione di Milano

Posted by milanblogger | milano | Monday 6 September 2010 9:04 am

Il ritratto è uno dei generi più apprezzati nel campo della fotografia. I più popolari sono evidentemente i ritratti di personaggi famosi, che hanno fatto di fotografi come Annie Leibovitz o Mario Testino dei veri e propri moderni “artisti di corte”.

E l’autoritratto? Ci sono fotografi che hanno si sono dedicati quasi esclusivamente a ritrarre se stessi. Questo genere di fotografia raramente ci lascia indifferenti ed è spesso scioccante, perché gli artisti creano immagini surreali o s’immedesimano in un alter ego sorprendente.

Tra le fotografe che si servì ampiamente dell’autoritratto, quasi facendo del proprio corpo un  “oggetto da modellare” , fu la fotografa statunitense Francesca Woodman (1958-1981). Dalla tenera età di 13 anni iniziò a dedicarsi alla fotografia e nonostante la morte prematura per suicidio, ci lasciò un’eredità artistica importante ed originale.

Il Palazzo della Ragione di Milano le dedica adesso una mostra che riunisce 116 fotografie e cinque video che rappresentano il percorso artistico di Francesca Woodman. L’esposizione è stata ideata come un itinerario per le sue varie tappe creative che corrispondono a serie fotografiche realizzate nei luoghi dove visse e studiò: Boulder (Colorado), Rhode Island dove frequentò la Rhode Island School of Design di Providence, Roma e infine New York, città nella quale cercò invano si inserirsi nel circolo dei fotografi di moda. La Woodman visse nella capitale italiana tra il 1977 e il 1978. Qui eseguì alcuni autoritratti nei quali appare nuda con il corpo imbrattato di farina, gesso, pittura o altre sostanze. A Roma allestì anche la sua prima mostra italiana.

Francesca Woodman si ritraeva non come soggetto protagonista dell’immagine, ma come parte integrante degli ambienti circostanti, paesaggi naturali o interni, spesso da lei stessa creati. Il corpo appare quasi come “fuso” con pareti o mobili, sbuca tra porte e finestre. Una caratteristica che si ripete nelle fotografie della Woodman è l’assenza del volto, spesso ritagliato, occultato o nascosto.

La mostra del Palazzo della Ragione, inaugurata il 16 luglio e aperta fino al 24 ottobre, è una proposta culturale che non lascerà indifferenti gli amanti della fotografia e dell’arte. Scopri anche tu le opere della fotografa statunitense, affitta appartamenti a Milano e immergiti nell’universo di Francesca Woodman.

“L’anoressia fuori dalle passerelle”

Posted by milanblogger | milano | Friday 27 August 2010 10:06 am

anoressia-sfilate

Quando pensiamo alle modelle delle sfilate di moda, ci immaginiamo una donna alta e magra. Non è un caso che ci venga in mente una simile immagine. Da quando la moda è diventata lo strumento preferito dell’industria della bellezza, le modelle sono diventate interpreti dei canoni di bellezza e di determinati ruoli sociali femminili.

È dagli anni 90, con l’apparizione delle super modelle, che questi personaggi dell’alta moda iniziarono ad esser qualcosa in più che semplici modelle di passerella, ma ad essere dei veri e propri modelli da seguire da parte di migliaia di giovani che sognano di diventare magre e desiderate come loro.

Con l’avvento del nuovo secolo, lo stereotipo di bellezza della modella da passerella ha assunto maggior importanza grazie al fatto che si è iniziato a prestare quasi più attenzione a loro che agli stilisti e alle loro collezioni.

Furono gli stessi stilisti che resero famosa la frase “la modella dev’essere un appendiabiti sul quale appendere i vestiti”, frase che si riutilizzò poi nelle peggiori campagne contro la magrezza malaticcia delle passerelle, nelle quali gli “appendiabiti” si trasformarono in scheletri sui quali appendere i vestiti “. L’anoressia iniziò a rendersi più che evidente e arrivò all’estremo con i casi di modelle morte in Sudamerica e in Australia.

Nel 2007 il lemma della London fashion week era: ”Londra, passerelle senza droghe e senza anoressia.” Ne seguirono l’esempio anche altre passerelle famose. Oggi ci sono alcuni stilisti famosi che chiedono che le modelle compiano con un indice di massa corporea sana e che abbiano almeno la taglia 36.

Tra gli altri possiamo menzionare Lorenzo Riva, stilista, alunno di Balenciaga, che ha sostenuto iniziative che vogliono evitare che la magrezza diventi l’unico stereotipo di bellezza. Con questo proposito si è unito a Nadia Accetti, presidente dell’associazione Donna Donna onlus, che promuove una campagna contro l’anoressia: “ Uniti contro i disturbi alimentari”

Dopo le pressioni di istituzioni simili a questa, che lavorano con persone giovani con problemi gravi come l’anoressia o la bulimia, le grandi passerelle mondiali non potevano rimanere indifferenti, come se questo problema non le toccasse direttamente e riconobbero che le modelle sono un “un modello per le donne di tutto il mondo e non solo un gruccia sul quale appendere capi d’alta moda”.

Il mondo della moda, questa specie di dimensione glamour, che personifica i nostri ideali, oggi si impegna a dare dei passi concreti per avvicinare gli stereotipi della bellezza personificati dalle modelle, al mondo reale.
Se ti interessa il mondo della moda e vuoi conoscere più da vicino i cambiamenti che sta attraversando, dovresti visitare Milano. Affitta appartamenti a Milano e goditi la moda in una città di moda.

Le sculture di Claes Oldenburg a Milano

Posted by milanblogger | milano | Tuesday 17 August 2010 10:39 am

Facendo una passeggiata per le strade di Milano, v’imbatterete in una scultura divisa in due parti, dal titolo “L’ago, il filo e il nudo” che simboleggi la dedizione di Milano al mondo della moda.

sculture-claes-oldenburg-milano

Potrete ammirare questa scultura in Piazza Cardona, una zona della città importante, dove si trova la stazione ferroviaria di Cardona . Si tratta di una scultura gigantessa i cui fili passano sotto terra con i colori delle linee della metropolitana e il cui finale si trova sul lato opposto del marciapiede con il tipico nodo finale. È una composizione curiosa ci colori che s’integra perfettamente con l’edificio classico sullo sfondo. Gli autori sono il famoso scultore Claes Oldenburg e la sua sposa Cooje Van Bruggen.

Oldenburg è nato a Stoccolma (Svezia), ma da piccolo emigrò con la famiglia negli Stati Uniti. È lì che si diplomò alla Latin School di Chicago e studiò più tardi all’ università di Yale e nell’Istituto d’Arte di Chicago. È considerato come uno dei pionieri della Pop Art. Oltre alla scultura si è dedicato anche all’organizzazione di happening vari. Le sue sculture si caratterizzano per utilizzare materiali semplici come il cartone, il gesso, la carta ecc. Quasi tutti i suoi lavori, a partire dal 1962, sono in scala grande. .

Nel 1977 si sposò con l’artista Coosje van Bruggen, che diventò anche suo principale assessore, oltre a lavorare alla ricostruzione e la riubicazione delle sue opere.

In tutte le sue opere, sia quelle individuali come quelle realizzate insieme alla moglie Claes utilizza oggetti quotidiani e comuni. In alcune è evidente la sua ricerca dell’interattività con lo spettatore. Nella sua carriera ha ottenuto il Premio della Fondazione Wolf delle Arti di Gerusalemme e il Premio Schock dell’Accademia Reale svedese della Musica. Se vorresti vedere questa straordinaria scultura non pensarci più e vieni nella culla della moda. Affitta appartamenti a Milano e goditi le sculture di Oldenburg.

In mostra i resti di Caravaggio

Posted by milanblogger | milano | Friday 13 August 2010 10:09 am

Michelangelo Merisi, meglio conosciuto come il Caravaggio, è un artista famoso in tutto il mondo. Nacque nel 1571 a Milano e morì nel 1610 a Porto Ercole. Adesso, si metteranno, per la prima volta in mostra, nella città dove morì, quelli che si suppongono essere i suoi resti.

mostra di caravaggio milano

Gli esperti affermano essere al 85% sicuri del fatto che si tratti dei resti di Caravaggio. Le autorità cittadine hanno organizzato, per l’occasione, una cerimonia per dargli una degna sepoltura.

L’urna con suoi resti sarà esposta durante tutto il mese di luglio al Forte Stella, corredata da fotografie di tutte le tappe delle indagini. Il Caravaggio fu sepolto nel 1610, nel cimitero di San Sebastiano nella città nella quale morì e dove si era rifugiato, scappando da Roma, dove era stato condannato a morte per aver commesso un omicidio.

La ricerca condotta sui resti è stata eseguita da un gruppo di ricercatori di quattro università italiane. Per portarla a termine dovettero esumare i resti di più di venti persone che si presumeva fossero di Caravaggio. Dopo averli sottomessi alla prova del carbonio 14 fu determinato quali appartenevano all’artista.

In seguito fecero un test di DNA per paragonarlo con quello di una discendente dell’artista Caterina Merisi, ma ciò non servì per determinare con sicurezza se i resti erano quelli di Caravaggio. Il passo seguente fu fare la stessa analisi a persone che avevano lo stesso cognome o Merisio (un derivato). Si scoprì che molte di loro avevano tratti genetici simili.

Nella sua città natale si trovano molte delle sue opere, esposte i vari Musei e Gallerie (come per esempio I discepoli di Emmaus o Cesti di frutta). Puoi affittare appartamenti a Milano e goderti, oltre ai suoi dipinti, questa bellissima città.

Karen Knorr a Milano

Posted by milanblogger | milano | Monday 2 August 2010 10:33 am

Il Museo di Fotografia Contemporanea di Cinisello Balsamo, nei pressi di Milano, ospita fino al 12 settembre 2010 le opere della fotografa tedesca Karen Knorr (Francoforte, 1954). Si tratta in particolare di diciotto immagini (e un video) della serie Fables, realizzata tra gli anni 2003 e 2008.

mostra-karen-knorr-milano

Agli inizi della carriera la Knorr s’interessò per il reportage sociale, formando parte, in Gran Bretagna, della nuova corrente della fotografia documentaria inglese sviluppata da fotografi come Martin Parr, Anna Fox, Pauil Seawright, Keth Arnatt o Eileen Perrier. Si fece conoscere al grande pubblico e alla critica con la serie Gentlmen (1981-1983), un reportage sui club maschili inglesi. Più tardi indirizzò il suo lavoro verso lo studio del rapporto tra natura e società.

Le singolari immagini in mostra a Milano appartengono a questa fase del suo percorso creativo. Lo spettatore che la visita si ritrova, meravigliato, davanti a fotografie di grande formato contraddistinte appunto dalla contrastante sovrapposizione tre elementi naturali, selvaggi e le espressioni culturali e artistiche dell’essere umano.

I protagonisti assoluti delle fotografie sono gli animali, vivi o imbalsamati (uccelli, cerbiatti, volpi, cinghiali. ecc.) inseriti in un contesto tanto atipico quanto sorprendente, luoghi d’arte e cultura, musei o interni di edifici storici (Musée Carnavalet di Parigi al Musée Condé di Chantilly, dal Chateau de Chambord al Musée de la Chasse et de la Nature di Parigi, dalla Villa Savoye du Corbusier al Musée d’Orsay).

La Knorr ha esposto le sue opere presso istituzioni culturali prestigiose, tenendo anche conferenze e lezioni in musei, gallerie e centri educativi (la Tate Britain, la Tate Modern, le Università of Westminster, Gorldmiths, Harvard e l’Art Institute di Chicago). Attualmente insegna fotografia all’University College of Creative Arts di Farnham.

Non perdete l’occasione di ammirare le opere di questa singolare fotografa. L’ingresso è libero! Per ulteriori informazioni sugli orari potete visitare il sito del Museo di Fotografia Contemporanea http://www.mufoco.org. Prendete alloggio nel centro della capitale lombarda, per potervi godere i migliori negozi, bar e appartamenti a Milano.

Tempi di crisi per l’immaginazione maschile

Posted by milanblogger | milano | Friday 30 July 2010 9:53 am

C’è una relazione tra l’economia e la lunghezza della gonna. È definito come “Hemline Index” (indice della lunghezza della gonna) e sostiene che la lunghezza della gonna ha un movimento inverso al movimento delle azioni. Quando le cose vanno bene, le gonne si alzano, mentre i periodi di scarsezza economica , si abbassano. Le vacche magre apparentemente non girano in mini gonna.

gonna-lunga

La storia lo dimostra, almeno fino ad oggi. Già nel 2009 si videro nei negozi dei vestiti “maxi” che ci ricordano i vestiti romantici e conservatori degli anni 70, all’epoca di una crisi (nemmeno allora, quando apparvero i vestiti lunghi erano il periodo era dei migliori).

Visto che le cose non vanno meglio nemmeno quest’anno, ci sarà un altro anno di gonne lunghe. Le gonne lunghe del 2010 non si caratterizzano però prestampati allegri nello stile hippie. Stilisti come Yohji Yamamoto, Louis Vuitton, Haider Ackermann, Ann Demeulemeester e Missoni hanno presentato nelle loro ultime sfilate, con un atteggiamento serio gonne attillate di colori scuri con stivali e un’aria grunge.

Sono gonne poco romantiche, piuttosto pratiche, ispirate nei vestiti delle vedove e alla hijab. Come successe negli anni Novanta si tratta di una moda anti-moda una risposta agli anni dell’eccesso e dell’ostentazione. Le parole chiavi sono elegante, cool, sovversivo, serio e soprattutto, cupo, addirittura rispettoso. Se affitti appartamenti a Milano, una delle città più cool del mondo, potrai rendertene conto da solo.

Ovviamente non bisogna essere schiavi della moda. Per me utilizzare gonne di questo tipo non mi sembra molto comodo, perché si possono incastrare nelle porte del metro o nelle ruote della bicicletta. Continuerò a portare la mini gonna, sperando che l’economia migliori.

I piaceri dei tacchi a spillo

Posted by milanblogger | milano | Monday 19 July 2010 10:15 am

Devo riconoscere che ho una debolezza quasi contorta per i tacchi a spillo, anche se è vero che le donne in generale le donne sono fissate in generale con le scarpe. In un certo senso il piacere che mi danno tutti i miei modellini che hanno particolarmente questo o quell’altro tipo di tacco riflette il mio denutrito conto in banca.

tacchi-a-spillo

Questo è un mondo pieno d’erotismo nel quale ci sono molti feticci, tra i quali il tacco a spillo è tra quelli che la gente di solito chiama “perversi”. A difesa della mia oscura debolezza, voglio menzionare un punto a favore: ci sono molti uomini che trovano tremendamente eccitante questo piccolo oggetto di culto e un oggetto sessuale per eccellenza, come i piedi nudi.

Forse potrà sembrarvi esotico fare l’amore con un paio di piedi, ma è una situazione reale. . Ci sono uomini che hanno una debolezza nei confronti dei tacchi alti e quest’ ultima è legata ad un profondo amore per i piedi (per qualcun altro inconcepibile). Ci si può eccitare accarezzandoli, baciandoli dolcemente e sentire l’estasi se sono loro, i piedi, ad accarezzare delicatamente il tuo corpo.

Sentire nell’inguine un tacco…togliere le calze di nylon con i denti e lavare dei bellissimi piedi sensuali…leccare le dita fino a provocare singhiozzi preorgasmici…comprare una paio di scarpe con tacchi sensualissimi e provarli prima di iniziare il gioco sessuale….lasciarti calpestare la schiena.

Se queste immagini ti eccitano, sei uno dei tanti amanti dei piedi: sono il tuo feticcio ed il tuo oggetto di culto. Goditi la tua sessualità in armonia con il tuo partner, realizza le tue fantasie erotiche…e perché non affitti appartamenti a Milano, dove potrai comprarti delle scarpe che faranno volare la tua immaginazione.

Assassini nati

Posted by milanblogger | milano | Friday 16 July 2010 10:10 am

In generale si pensa che gli esseri umani possono potenzialmente diventare degli assassini irragionevoli ed assetati di sangue (serial killer, soldati troppo zelanti o bombaroli suicidi, ma c’è sempre l’altro lato della medaglia.

nati-per-uccidere

Nelle scene belliche siamo abituati a vedere immagini di masse di soldati che sparano indiscriminatamente. Curiosamente, solo dal 15 al 20% di nuovi soldati non ha nessuna intenzione di uccidere qualcuno. Il resto spera di non dover sparare o di poter far finta di essere occupato a fare qualcos’altro. I genetisti hanno scoperto qualcosa che accomuna tutte le creature con un DNA: siamo pronti a dare la nostra vita o toglierla per ottenere un bene migliore. Questo vuol dire che siamo geneticamente programmati per avere un forte senso di giustizia. Se crediamo che quello che stiamo facendo è giusto e che beneficia tutto il genere umano, affronteremo la morte per poterlo realizzare, sia la nostra come l’altrui.

É questo tipo di programmazione genetica che porta al fanatismo religioso, al terrorismo che provoca tanti morti e ovviamente anche le esplosioni provocate da credenti suicidi. Non è necessariamente la ricerca della morte e della distruzione quello che motiva queste persone, ma la ricerca del bene, una vita migliore per tutta l’umanità.

C’è poi il meccanismo dell’autodifesa. Difendiamo la vita e la vita dei nostri figli. In alcuni casi difendere i nostri figli è ancora più importante che difendere noi stessi. Questa argomentazione sorse in una corte italiana, durante il processo al padre di un bambino violentato, che aveva brutalmente ucciso la persona sospettata aver commesso il crimine.

La difesa ignorava la nostra predisposizione genetica per la giustizia, ma certamente non l’argomento dell’autodifesa, che utilizzò per un’argomentazione che portava ad una semplice equazione: violentatore uguale minaccia. La minaccia deve essere eliminata. Pura biologia, indipendentemente se l’omicidio fu premeditato. Alla fine la giuria non la bevve, al contrario di migliaia di altri genitori. Fu montata una protesta di massa, con manifestanti che arrivarono da tutta l’Europa, affittando appartamenti a Milano per tutta la durata della protesta, e ottenendo alla fine la liberazione dell’accusato.

Scissor Sisters a Milano

Posted by milanblogger | milano | Monday 12 July 2010 10:49 am

L’estate prossima il gruppo newyorchese Scissor Sisters farà un tour in Europa per promuovere il loro nuovo disco “Night Work” e per condividere con i fan il loro divertente stile camp. Il 21 luglio suoneranno a Castello di Vigevano, nelle vicinanze di Milano. Questo sarà il loro ultimo concerto in Europa prima di intraprendere il tour per l’Australia ed il Giappone. Come tutto quello che fanno, il concerto sarà sicuramente un avvenimento ricco di momenti drammatici e spettacolari e soprattutto di ritmi che ti faranno ballare fino all’alba.

Scissor Sisters Milano

Il gruppo nacque nel 2000 a New York. La loro storia è fatta di molti riferimenti alla vivace vita culturale e politica della loro città natale. Due dei componenti del gruppo Jake Shears e Babydaddy conobbero Ana Matronic in una notte di Halloween, mentre lei era vestita come “chi viene respinto nella fila della fabbrica di Andy Warhol”, mentre Shears era travestito da “aborto illegale mal fatto”. I

ll nome del gruppo deriva dal gergo inglese “scissoring” (“fare le forbici”, una pratica sessuale molto popolare tra le lesbiche, che si basa sullo sfregamento) e fa riferimento alla cultura LGTB. Il gruppo ha molti fan omosessuali, ma non per questo è considerato come un “gruppo gay”, dato che la musica è priva d’orientazione sessuale. Gli Scissor Sisters fanno un tipo di musica capace di stimolare la voglia di ballare, ma anche di ridere e di piangere. Con il loro primo disco scalarono le classifiche e in Gran Bretagna arrivarono al numero.

Il loro grande eroe (con il quale sono anche riusciti a collaborare) è Elton John, ma tra gli artisti che hanno influito sulla loro musica annoverano anche gli ABBA, i Pink Floyd, i Duran Duran, Supertramp, Siouxsie, Banshees e David Bowie. Goditi il loro show a pochi chilometri da Milano, nella magica ambientazioe del Castello di Vigevano. La loro musica ti farà sicuramente ballare tutta la notte. Per riposarti non c’è niente di meglio che appartamenti a Milano. Prenota oggi stesso!

L’arte di Zhang Huang

Posted by milanblogger | milano | Thursday 1 July 2010 10:16 am

L’artista cinese Zhang Huan, è una specie di fachiro contemporaneo. Il suo mezzo d’espressione è il corpo e la sua tecnica la è la performance. La cosa interessante di Huan è la sua attitudine stoica che ha nei confronti del suo corpo dal quale si serve come strumento creativo. Per lui il corpo umano è solo la prova della nostra identità, ma che è anche una specie di linguaggio.

artista-cinese-zhang-huan

Una delle sue performance più memorabili si tenne a Pechino nel 1994, quando seduto su un WC pubblico in una delle parti più umili della città con pessime condizioni igieniche, coprì tutto il suo corpo con olio e miele. In pochi minuti il suo corpo si ricoprì d’insetti d’ogni tipo attirati dall’odore dolce della sostanza. Imperturbabile, Huan continuò con la propria performance e senza batter ciglio riuscì a sopportare il solletico e il dolore provocatogli dagli animali che innondarono il suo corpo.

Come i fachiri, Huan ha sviluppato la capacità di “assentarsi” dal corpo e dalle limitazioni che quest’ultimo presuppone. È questo il modo di conoscere la sua arte: attraverso il corpo dell’artista sentiamo e ci addentriamo nella sua performance, il suo lavoro artistico. Con quest’ultima vuole richiamare l’attenzione su temi socioculturali come la globalizzazione, l’alienazione e la perdita della spiritualità in una cultura sempre più occidentalizzata. Nel 1999 emigrò negli Stati Uniti, e si confrontò ad una cultura pluralista che però ha adottato, in modo superficiale- tutta una serie di stili di vita esotici, come lo yoga o il tai chi. Huang vuole concentrarsi su questa diluizione della cultura che è diventata triviale come se si trattasse di una moda passeggera.

Adesso il Palazzo Reale di Milano ospita questo interessante artista cinese con la mostra “Ashman” che inaugurerà in luglio e durerà fino al settembre del 2010. Non perderti quest’esperienza ed affitta Appartamenti a Milano.

Next Page »